Legambiente: «Ghiacciai sempre più fragili»
Il Monte Bianco e i suoi ghiacciai sono sempre più fragili e sofferenti: l'allarme lanciato da Legambiente a conclusione della seconda tappa della Carovana dei Ghiacciai.
Il Monte Bianco e i suoi ghiacciai sono sempre più fragili e sofferenti: l'allarme lanciato da Legambiente a conclusione della seconda tappa della Carovana dei Ghiacciai.
«È in corso in tutta Italia una lotta spietata agli alberi, che raggiunge la massima violenza sul pino domestico, segno per eccellenza del Bel Paese»: è la denuncia del gruppo di cittadini "Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna".
Le particelle ultrafini presenti nell'aria potrebbero contribuire alle malattie del cuore e dei vasi anche nei Paesi in cui le gli inquinanti atmosferici risultino "a norma": è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista GeoHealth.
Il WWF lancia l’allarme sulla situazione dell’elefante africano, specie sempre più minacciata: in un secolo perso il 90% degli esemplari.
Su change.org è stata lanciata una petizione per chiedere il divieto di capitozzature degli alberi, sanzioni per chi non ottempera e l’istituzione del Garante del Verde.
«No alla proliferazione selvaggia di richieste per impianti eolici e solari che compromettano in modo irrimediabile l'equilibrio ambientale, paesaggistico, sociale ed economico dell'Alta Irpinia»: è l'appello del comitato "Fuori dalle pale".
I ghiacciai di pietra (rock glaciers) e i ghiacciai neri (debris-covered glaciers) riescono a mantenersi rifugio per la biodiversità: lo dimostra una ricerca dell'Università di Milano e del Muse.
Il corridoio ecologico Kivu-Kinshasa, una delle più ambiziose iniziative di conservazione della Repubblica Democratica del Congo, rischia di essere compromesso dall’espansione delle attività petrolifere e minerarie.
Istituzioni, attori del sistema portuale e imprese si stanno muovendo per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Portuali, per favorire la decarbonizzazione e la sicurezza energetica.
Il 30 luglio cade l’Earth Overshoot Day 2026, la data in cui l’umanità avrà consumato le risorse naturali e avrà richiesto più risorse e servizi ecosistemici di quanti la Terra sia in grado di rigenerare in un anno. Dal giorno successivo vivremo quindi in debito ecologico.
Mentre il 2026 ha già segnato il record assoluto di temperatura per i mari e gli oceani a livello globale, l’ultimo rapporto del progetto “Mare Caldo” di Greenpeace Italia rivela che anche i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità.
«L'Italia è l'unico Paese, tra quelli monitorati dal Tracker dell'European Environmental Bureau (EEB), in cui non è prevista alcuna consultazione pubblica sul recepimento della Direttiva europea sulla qualità dell'aria»: lo segnala l’organizzazione “Cittadini per l’aria”.
L’84% degli italiani considera la transizione ecologica un obiettivo cruciale per il Paese e l’87% ritiene che la tutela dell’ambiente sia una causa che riguarda tutti: è quanto emerge dall'Atlante Ambiente Bene Comune redatto dal Wwf.
Gli incendi che stanno interessando diverse aree d’Italia sono l’ennesimo segnale di territori sempre più vulnerabili agli effetti della crisi climatica: lo denuncia Greenpeace.
In città aumentando il verde si possono diminuire le temperature fino a 4 gradi, come dimostrano le simulazioni nelle aree di Roma e Firenze.
Quasi un miliardo di euro (987 milioni di euro): è il budget di fondi pubblici per l'acquacoltura, meno dell’1% è destinato alla tutela dei pesci: lo denuncia l'organizzazione Essere Animali.
Negli ultimi cinque anni, durante l’estate una media di 670 mila lavoratori al giorno (con picchi di 1,5 milioni) si è trovata potenzialmente esposta a rischio caldo alto: si tratta del 9% degli occupati (quasi un lavoratore su dieci) nei soli territori provinciali e metropolitani dei capoluoghi di Regione: sono i dati dell'ultimo rapporto di Greenpeace Italia.
L’agroecologia è la chiave per fermare il consumo di suolo, difendere la campagna e il paesaggio, tutelare la fertilità del suolo e mantenere vivi i territori rurali. Se ne parla il 19 luglio a Reggio Emilia,
«Destano preoccupazione le migliaia di pagine del nuovo Piano di Gestione Forestale del Comune di Ravenna, che interessa anche le Pinete di San Vitale e Classe, celeberrime in tutto il mondo. A rischio tagli?»: è la preoccupazione espressa dalla sezione ravennate di Italia Nostra.
Il fiume Po e diversi bacini idrici italiani in secca, una situazione che mina l'equilibrio dei territori e l'approvvigionamento di acqua in agricoltura. Legambiente lancia l'allarme e chiede interventi per una corretta gestione delle risorse idriche.