Contadini e società civile mobilitati: «A Strasburgo per il no ai nuovi Ogm»
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Una coalizione di agricoltori, breeders, trasformatori e consumatori si mobiliterà a Strasburgo «contro l’inaccettabile deregolamentazione degli OGM-NGT, in vista del voto del Parlamento europeo» fa sapere la coalizione.
Una coalizione di agricoltori, breeders, trasformatori e consumatori si mobiliterà a Strasburgo «contro l’inaccettabile deregolamentazione degli OGM-NGT, in vista del voto del Parlamento europeo» fa sapere la coalizione. Per l’Italia hanno aderito anche il Centro Internazionale Crocevia e l’Associazione Rurale Italiana.
Il 17 giugno il Parlamento europeo voterà sulla proposta di un nuovo regolamento relativo alle piante geneticamente modificate mediante nuove tecniche genomiche (OGM-NGT). «Questa proposta costituisce una completa deregolamentazione dei nuovi OGM – spiega la coalizione – prevede l’eliminazione della valutazione dei rischi, della tracciabilità e dei metodi di rilevamento, delle norme in materia di responsabilità e delle misure di protezione contro la contaminazione, nonché dell’etichettatura dei prodotti per i consumatori. Va contro i diritti degli agricoltori, dei selezionatori e dei cittadini di produrre e consumare prodotti privi di OGM e metterà gravemente a rischio le filiere biologiche e convenzionali non OGM. Se adottata, causerà danni irreversibili a livello economico, agricolo, sanitario e ambientale e ingannerà completamente i cittadini».
«Il rifiuto di questa proposta è l’unico modo per proteggere efficacemente i sistemi agricoli esistenti privi di OGM, il loro valore economico e le migliaia di posti di lavoro ad essi associati, nonché i diritti dei consumatori europei. Chiediamo quindi ai membri del Parlamento europeo (MEP) di respingere questa proposta e di regolamentare gli OGM-NGT nell’ambito dell’attuale legislazione sugli OGM (Direttiva 2001/18/CE)»: è la richiesta della coalizione.
«Le NGT sono tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero. Senza metodi di rilevamento, gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione – spiegano ancora i promotori della mobilitazione – Questi brevetti coprono geni simili a quelli contenuti nei semi non OGM (geni nativi) e consentiranno quindi a queste multinazionali di privatizzare anche i semi tradizionali che contengono tali geni e di perseguire abusivamente gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto. Se la proposta non verrà respinta durante la votazione in plenaria, chiediamo ai deputati europei di sostenere gli emendamenti che chiariscono l’attuazione della direttiva europea sui brevetti (98/44/CE), nonché gli emendamenti che richiedono la tracciabilità, i metodi di rilevamento, la coesistenza e l’etichettatura».
La mobilitazione è prevista davanti al Parlamento europeo il 16 giugno dalle 8 alle 12.
La deregolamentazione di un’ondata di nuovi Ogm in Europa può cambiare per sempre l’agricoltura e il cibo che mangiamo. Finora gli obblighi di tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio secondo il principio di precauzione avevano evitato a Italia ed Europa l’invasione di coltivazioni figlie dell’ingegneria genetica e del cibo creato in laboratorio. Ora però la Commissione Europea sta cancellando ogni vincolo per le cosiddette New Genomic Techniques (NGT), ribattezzate in Italia Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), compresa la possibilità per gli Stati di vietarle sul loro territorio. In questo libro si intrecciano storia della biologia, inchiesta giornalistica e testimonianze dai movimenti, per raccontare gli enormi interessi e le relazioni pericolose tra multinazionali, politica e scienziati che rischiano di compromettere la vera transizione agroecologica, i diritti dei contadini sui semi e quelli dei consumatori a una scelta informata.
La decisione europea di deregolamentare i nuovi OGM, eliminando tracciabilità ed etichettatura, mette a rischio la conservazione delle sementi ed espone gli agricoltori ai ricatti delle multinazionali: è l’allarme lanciato dall’Associazione Rurale Italiana (Ari).
Un laboratorio all’aperto dotato dell’attrezzatura necessaria per analizzare la salute e la fertilità dei suoli, dove tutti i cittadini e gli agricoltori potranno portare i loro campioni, per conoscerne la composizione e ricevere suggerimenti utilissimi: è l’iniziativa, unica in Italia, che la Rete Humus e la Fondazione El Tamiso ETS organizzano a Padova, nella centralissima piazza delle Erbe domenica 4 ottobre.
Il Belvedere di Urbino sarà intitolato a Gino Girolomoni e alla moglie Tullia Romani, pionieri dell'agricoltura biologica e fondatori dell'azienda agricola marchigiana che oggi è un esempio a livello internazionale.
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